mercoledì 27 agosto 2014

Cartoni animati o favole: cosa preferiscono i bambini?

Ciao a tutti!
Vi siete mai domandati se i bambini preferiscono le favole o i cartoni animati? Certamente la risposta a questa domanda è apparentemente semplice: i bambini preferiscono di gran lunga i cartoni animati.
Ma non a tutte le età. Vediamo perchè.
Quando hanno circa un anno di vita, i bambini non sembrano amare i cartoni animati, infatti adorano i libri e vogliono che la mamma o il papà o la nonna, leggano le favole. In particolare vorrebbero che gli si leggesse sempre la stessa favola: i bambini al di sotto dei tre anni, hanno bisogno di molto tempo per metabolizzare le informazioni che provengono da un libro o da un dvd, per questo motivo, nonostante sappiano a memoria anche la punteggiatura, continuano a volere sempre le stesse cose.
Dà loro sicurezza sapere che le azioni si ripetono sempre allo stesso modo sia nei libri che nei dvd.
Ciò non avviene invece se si guarda la televisione perché un cartone animato viene trasmesso una sola volta.
Tuttavia, con l’inizio dell’età scolare cambia la curiosità dei bambini e il tempo per metabolizzare le informazioni diminuisce, così, ai libri e ai dvd, i bambini preferiscono i cartoni animati in serie che trasmettono le vicende dei loro eroi e beniamini per poi giocare con gli stessi personaggi e simulare i loro comportamenti e atteggiamenti.
Nonostante questo cambiamento, è comunque consigliabile continuare a leggere loro le fiabe, a tutte le età, magari prima di andare a dormire; non si è mai troppo piccoli per ascoltare una buona storia.

 La pedagogista dott.ssa Mariaelena La Banca

mercoledì 13 agosto 2014

Ti racconto una favola: "La papera Betta"

C'era una volta la papera Betta, che viveva in una piccola casetta sul laghetto Smeraldino pieno di Ninfee insieme ai suoi due fratellini, tre sorelline, la mamma, il papà e i nonni paperi.
Il giorno del suo compleanno decise di andarsene in giro per il mondo: prati, laghetti, fiumi e mari per conoscere nuovi amici.
Davanti ad un'enorme torta piena di panna e cioccolata che le aveva prepartato la nonna disse "Grazie per la buonissima torta e per tutti i regalini, ma io ho deciso di andare via dal laghetto Smeraldino per un pò di tempo perchè voglio vedere cose nuove".
La mamma paperina scoppiò a piangere e non voleva far partire Betta.
Il papà invece abbracciò la figlia e disse "ti lascerò andare perchè devi fare le tue esperienze ma non sarà facile". Così Betta dopo aver baciato tutti se ne andò.
Durante il suo viaggio incontrò molti amici come il rospo Bibò, l'anatroccolo Arturo, l'oca Pamela ed anche animali poco socievoli, ma non di certo cattivi.
Un giorno mentre si trovava nel mare fu attratta da una macchia marrone non appena si fu avvicinata si sentì le ali incollate e non riusciva più a muoversi... quando non aveva più forze arrivò il Gabbiano Lorena e presa Betta con il becco la posò in terra e le disse "Stai attentà perchè ci sono molti pericoli come questi".
Allora Betta pensò che doveva evitare tutte le macchie marroni.
Mentre pensava, le venne fame: camminava in mezzo ad un prato pieno di violette, ranuncoli e panzè, quando vide un piccolo tronco marrone e bianco con l'estremità bruciacchiata, pensò che doveva provare un cibo nuovo.
Lo beccò e capì immediatamente che era disgustoso, dopo un pò la sfortunata Betta cominciò a stare male... per fortuna arrivò Bibò, che la portò dal medico Agata che le diede come medicina petali di margherita e foglie di tulipani rossi.
Quando si sentì meglio Betta decise di tornare a casa perchè capì che c'erano molti pericoli contro cui non poteva difendersi invece lì nel laghetto smeraldino non c'erano macchie marroni collose o tronchetti velenosi.
Così tornò nella sua casetta dove venne accolta da tutta la famiglia con molta gioia e baci.
Anna Rita

giovedì 7 agosto 2014

Raccontami una favola

Ciao a tutti! Oggi vorrei farvi ascoltare una breve canzoncina in cui un bambino chiede prima alla mamma, poi al papà e infine alla nonna, di raccontargli una favola. Buon ascolto!

mercoledì 30 luglio 2014

Come raccontare le fiabe ai bambini

Salve a tutti! Abbiamo ormai capito quanto le favole siano essenziali per lo sviluppo psichico dei bambini. Essi infatti attraverso il racconto fantastico si catapultano in un mondo parallelo, si immedesimano nel loro eroe e nel loro mondo immaginario associando la figura dei personaggi alle persone della loro realtà quotidiana.
Raccontare una favola dunque non deve essere un attività statica né la lettura dev'essere veloce poichè poichè il bambino potrebbe annoiarsi o distrarsi, quindi per poterlo coinvolgere occorre animare quanto più possibile la favola, come se fosse una rappresentazione teatrale. Il tono della voce deve cambiare per ogni personaggio, è molto divertente imitare anche il verso degli animali che di tanto in tanto possono comparire nella fiaba, inoltre molto efficaci sono anche le pause del tipo: "e il lupo disse..." e restare in silenzio per alcuni secondi per poi proseguire col tono più adatto per creare il giusto effetto nel bambino (sorpresa o paura, attesa o sollievo).
Il racconto va anche mimato nei gesti e nei suoni. Ad esempio, quando i protagonisti dei racconti incitano a fare silenzio, non limitatevi a leggere la parola ma emettetene anche il suono come "sssst". Ricordatevi di usare molto anche l'espressione del viso nell'impersonare un personaggio come l'orco o la strega.
Anche il luogo della lettura deve essere confortevole. Ci si può mettere per terra: seduti su un soffice tappeto e immersi fra grandi cuscini colorati è senza dubbio il più gettonato dai bambini, non costretti alla posizione forzata dell'essere seduti su una sedia.
Un'ultima ma essenziale attenzione va data alla propria conoscenza della favola che si vuol raccontare, come consiglia nel suo libro "La bottega delle fiabe" Silvia Arborini, perché è assai difficile improvvisare, insomma è un po' come prepararsi per la recita in teatro.
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giovedì 24 luglio 2014

"L'inventafavole"

Ciao a tutti e ben ritrovati!
Nel post precedente vi ho dato alcuni suggerimenti su come inventare le favole, adesso invece vorrei consigliarvi un gioco: "L'inventafavole". Consiste in un mazzo di grandi carte illustrate sulle quali sono rappresentati personaggi, luoghi e ambientazioni delle fiabe tradizionali che, combinate liberamente tra di loro, permettono di dar vita ad un infinito numero di possibili trame e aiutano il bambino a stimolare fantasia, capacità di collegamento e memoria. "L'inventafavole" può dunque costituire un modo semplice e divertente per imparare giocando.

sabato 19 luglio 2014

Come inventare le favole della buona notte

Ben ritrovati!
Avete mai inventato delle favole per far addormentare i vostri bambini? Se non lo avete mai fatto o non sapete come fare ecco qui alcuni utili consigli.
Le favole della buonanotte sono situate, per ognuno di noi, fra i ricordi più vividi della nostra infanzia e per questo motivo le associamo a ricordi felici trascorsi in famiglia e, a volte, a insegnamenti che abbiamo appreso sin dalla più tenera età. Per queste e per altre ragioni, narrare una favola diventa un piacere non solo per chi la ascolta ma anche per chi la racconta.
Inventare una favola non è però così semplice come sembra: bisogna considerare molti aspetti che vanno dallo strutturare in modo appropriato la storia al considerare le aspettative, i gusti e le paure del nostro piccolo pubblico.
Dunque, da dove iniziare?
Il primo passo è quello di scegliere un'ambientazione per la nostra storia. Certamente vi starete domandando se dovrà essere una storia con personaggi e luoghi verosimili o del tutto inventati, se sarà ambientata ai giorni nostri, nel passato o nel futuro? Qualunque sarà la vostra scelta, ricordate tuttavia che una piccola premessa risulterà utile al bambino per addentrarsi meglio nella magica avventura che sta per ascoltare.
Il secondo passo è quello di introdurre il personaggio principale, che sarà in linea con l'ambientazione per evitare di confondere l'ascoltatore. Successivamente si potranno far entrare in azione gli altri personaggi. Per una buona riuscita del racconto è necessario che ci siano: un antagonista, il cattivo che tenterà di ostacolare il nostro protagonista; un eroe, nelle vesti di principe, guerriero o di personaggi simili; un aiutante che potrà essere un folletto, un angelo, una fata, un animaletto parlante o tutto ciò che la fantasia ci suggerirà.
La storia dovrà seguire uno schema abbastanza lineare anche nel susseguirsi degli eventi, prevedendo un obiettivo nobile da perseguire, una serie di difficoltà o prove da superare, un conflitto finale con l'antagonista e la vittoria del protagonista.
Quello che ho appena spiegato sopra è lo schema classico su cui basarsi per inventare una nuova favola, semplice e facile da seguire anche dai bambini, abituati magari alle favole tradizionali.
Nulla vieta tuttavia di liberare la fantasia e dare vita a racconti ancora più originali, dove i protagonisti potranno essere proprio i vostri bambini, che combattono contro le proprie paure e ne escono vincenti. Tramite questo tipo di narrazione, il bambino non solo impara ad analizzare e sminuire ciò che lo spaventa, ma riesce ad aumentare la propria autostima, diventando egli stesso protagonista delle avventure che lo intrattengono e lo divertono.
Un'altra possibilità potrebbe essere quella di non terminare il racconto con un prevedibile finale felice, ma di lasciarlo sospeso e aperto a nuove vicende da raccontare di volta in volta, creando una storia sempre nuova e mai banale, arricchita di nuovi spunti e dettagli quotidiani.
Le possibilità dunque sono pressoché infinite.
Nell'inventare una favola non bisogna però mai perdere di vista i bisogni e le necessità dei nostri piccoli ascoltatori: i bambini infatti non costituiscono affatto un pubblico semplice da intrattenere, come si potrebbe pensare a causa della loro giovane età. Sono al contrario molto esigenti, si annoiano facilmente e tenere vivo il loro interesse è un'impresa ardua. L'ideale sarebbe utilizzare un linguaggio semplice, alla loro portata ma mai banale, in modo da aiutarli ad arricchire il loro vocabolario in maniera divertente.
Prima di concludere questo post volevo ricordarvi, cari genitori, di non dimenticate mai che la vostra favola può diventare un bellissimo regalo per il vostro bambino. Non servirà altro che stamparla, anche a casa, e aggiungere foto, immagini prese dal web o disegni, se siete abbastanza bravi con la matita. Sarà un regalo da sfogliare e rileggere ogni volta che vostro figlio ne avrà voglia, o un ricordo bellissimo quando sarà diventato grande.
Inventare una nuova favola non è dunque cosa da poco, ma costituisce senza dubbio un ottimo modo per passare un po' di tempo con i propri figli e, perché no, per tornare un po' bambini.